Lug 17
Pensare troppo mi fa troppo male e lo sa fin troppo bene chi bene mi conosce.
Se incomincio a pensarci mi sale una sorta di rabbia color viola e si mischia a quella non meglio precisata sarzetta verde brillante. Proprio quando incomincio a pensare troppo vorrei chiamarmi Gagliarda Cocomero e non so perchè ma solo perchè mi sembra un nome da pochi pensieri.
Se mi chiamassi Gagliarda camminerei fighissima per strada, senza pensieri, avrei come amiche Ladà e Miciona. Potrei anche cantare tutte le canzoni di Syria indossando solo un bel vestitino giallo canarino con disegni color tungsteno.
Pensare troppo mi avvicina troppo ai miei troppi pensieri.
Se fossi amica di Ladà lei mi consiglierebbe di buttarmi su qualche nuovo aitante giovanotto.
Se fossi amica di Ladà sarei contenta di uscire con lei il sabato sera.
Ladà e Miciona canterebbero sicuramente le canzoni di Syria con me. Se io fossi Gagliarda non penserei mai troppo e non avrei molte difficoltà a mandare a quel paese chi dico io. Se fossi Gagliarda vedrei solo quello che si vede, non avrei molte parole in testa e ogni frase non avrebbe i puntini di sospensione.
Pensare troppo mi fa venire in mente troppe cose, troppe idee, troppe domande.
Pensare mi fa pensare che io poi tutte le canzoni di Syria non le conosco mica.
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