Quattro In Fucsia
Vita morte e miracoli di quattro vestiti di fucsia
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Eudele l’eschimese e il cammello parlante

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C’era una volta in un paese lontano lontano (l’Eschimesia per l’appunto) il dolce e romantico Eudele, che sognava di trovare al più presto l’amore della sua vita. Aveva cercato ovunque senza risultato… negli igloo, sotto gli iceberg, nella folla tra combattimenti clandestini di aski, perciò cominciò a bere.
Una notte il disperato Eudele, appena uscito completamente ubriaco dal suo igloo-bar di fiducia, andò a sbattere contro un enorme parete di ghiaccio. Sorso dopo sorso, trangugiando i più forti dei liquori di importazione americana, gli sembrava che tutto assumesse una gran leggerezza, e quasi dimenticava il suo bisogno d’amore. Si trovò a tracannare birra di lamponi assieme a foche azzurre e aski verdi, ma poi vide un coniglio rosa e decise di seguirlo fino alla sua tana. Cominciava a sentire una sensazione di calore che gli trapassava tutto il corpo, era disteso davanti a quella tana e pareva godersi il momento, quando dall’acqua gli sembro di sentire un pesce parlare.
Allora si avvicinò all’acqua e c’era davvero un pesce d’oro che sembrava gli stesse dicendo qualcosa e si affacciò un po’ di più… l’atmosfera diventò incantata, il cielo si colorò di un rosa tenue ed il pesce che in realtà si rivelò una bellissima sirena dai rossi capelli iniziò a parlare. Ma il nostro Eudele era talmente ubriaco (per parlare col pesce non poteva certo essere sobrio!!) che scivolò su una cacca di foca e si rialzò dopo molte molte ore senza più neanke un dente. Fu così che conobbe il suo dentista, un bell’elefante albino, lo invitò nella sua elegante dimora fatta di biscotti e zucche. Fra i due fu subito amore.
Eudele si svegliò, si sentiva frastornato, aveva fatto un sogno strano che non sapeva spiegare, montò sulla sua spalaneve SNOWMARE-3500 Turbo plus e si mise sulla via di casa. Tornando a casa notò lungo la via un cammello che allegramente camminava e gli sembrò davvero strano perchè in Eschimesia non se ne erano mai visti se non sui libri:

- Ciao cammello! Che ci fai nelle fredde terre dell’Eschimesia?

gli chiese stranito. E il cammello prontamente:

- Sono il tuo nuovo amico immaginario! Fai di me ciò che vuoi!!

Mille idee balenarono nella testolina di Eudele…bcosa avrebbe potuto chiedere al suo nuovo amico?

- Sai volare?

chiese il nostro piccolo eschimese. Il cammello prima di mandarlo a quel paese (che non è l’Eschimesia), rifletté un attimo e disse:

- Certo che no, sciocco ubriacone, sono i dromedari che volano, non i cammelli! Però puoi abusare di me in altro modo, pensaci bene!

ma tale verbo, pensare, non era mai stato visto di buon occhio dal nostro piccolo amico! Eudele allora cominciò a fare quella cosa tanto difficile: si mise a pensare.
L’eschimese, uomo quindi poco sveglio, pensò bene di mettersi a testa in giù in modo tale da far arrivare prima i pensieri… il cammello lo guardava curioso pensando:

- Che strano animaletto questo!

E stando a testa in giù, cominciò a sentire le idee che confluivano alla punta del suo cervello. Il cammello lo osservava sempre più incuriosito, da un essere che ha la nomea di appartenere ad una razza che tutto sa fare, e che ha fatto della ragione il proprio cavallo di battaglia… ripetendo tra sé e sé…

- Gli ho detto di abusare di me, non di lui!!

In quel momento passò di lì un pinguino che chiese incuriosito al cammello che razza di animale fosse quello a testa in giù. E lo sguardo del pinguino si posò sul cammello…

- Piacere sono Gerardo

e il cammello ammiccando:

- Io sono Eustacchio!

L’unico pensiero che balenò in quel momento nella testa di Eudele fu che tutti e tre potevano fondare il Club del nome più orrido! Il successivo fu quello di balzare in groppa al cammello, sfregò la gobba e da lì uscì una fata vestita di giallo a pois fucsia…